27 ottobre 2011

MISS BANDERUOLA 2011

...Ti sta davvero bene questo copricapo...

 The winner is...(rullo di tamburi)...GAIL KIM!
Come non darle questo illustre premio, d'altronde se lo è meritato, si è impegnata a fondo ed è giusto ricompensarla. La ragazza ha dato il massimo dimostrando una grande dote, un talento innaturale nell'uso di Twitter. Tramite delle post in stile "frecciatina" e lasciando di tanto in tanto degli indizi ha in pratica lanciato un chiaro ed eloquente messaggio: Lascio la WWE per tornare nella TNA!
Mossa alquanto semplice visto che la fed  di Orlando ha bisogno di ulteriore superstars per rafforzare il proprio status ma riprendendo Gail la TNA dimostra di avere poco polso in quanto le avrebbe dovuto sbattere la porta in faccia dopo che gli ha lasciati per emigrare in altri lidi più confertevoli nel denaro.

Nulla di eclatante se non fosse che Gail è recidiva di questi atteggiamenti in quanto tempo fa lasciò la TNA non rinnovando il contratto per tornare a bordo della World Wrestling Entertainment. La ragazza avrà pensato di essere apparsa come colei che dai grani attributi ha avuto il coraggio di dire no alla federazione numero uno al mondo, di dire no ai soldi e di dire si al wrestling lottato. Oserei dire un esempio umano, come quei giocatori che decidono di scendere di categoria con ingaggio minimo pur di scendere in campo al posto di fare panchina nei top club.
Se ultimamente negli USA è stato avvistato un cane femmina con tanto di lingua penzolante girare attorno a Dixie Carter, Eric Bischoff, Jeff Jarrett e soci sapete a chi mi riferisco. Gail non sta facendo affatto una bella figura visto che la federazione che oggi vede come il paradiso del wrestling femminile è la stessa federazione che lasciò anni fa in quanto la signorina voleva un aumento di ingaggio nonostante un posto fisso nei piani alti.
C'è una contraddizione e a questo punto la domanda nasce spontanea: Sono più importanti i soldi o la carriera? Nemmeno lei sa darci una risposta convinta.
Perché rilasciare un intervista in cui gettare fango sulla considerazione della categoria diva della WWE? Perché parlare di una mancanza di rispetto venuto a mancare? Evidentemente pensava che Vince McMahon e soci l'avrebbero accolta a braccia aperte in quanto attendeva da tempo una donna di talento inestimabile ?!?!?!?!?
Pare proprio di se visto il suo disappunto, in poche parole ha fatto la figura della fessa.
E' saputo e risaputo che un campione di qualsiasi categoria di una federazione rivale specie quella che dichiara spudoratamente guerra alla WWE, parte almeno 10 gradini sotto a gli altri atleti del roster formati in casa propria. Il curriculum parla da se e quando sotto la voce esperienze lavorative passate c'è scritto “dipendente della TNA” allora è meglio non farsi illusioni. Ci sono due pesi e due misure.
Si possono citare molteplici episodi di wrestler passati da una barca all'altra che hanno dovuto assorbirsi un periodo purgatorio prima di vedere la luce in fondo al tunnel. Ma ci sono altrettanti episodi in cui la pena da scontare si è rilevata più dura del previsto.
Ora ovviamente vivrà un periodo d'oro come logico che sia visto che la TNA ha la consuetudine di dare un consistente push all'ex WWE di turno, un sistema del tutto inverso a ciò che accade a Stamford. Luci della ribalta, incontri di prim'ordine, title shot e cintura intorno alla vita in breve tempo...ma poi? Una volta svanito l'incantesimo cosa avrà da dire? La stessa Mickie James ha già dovuto abdicare così come è successo Katie Lea, Daivari, Mr.Kennedy e via dicendo.

Se per qualche motivo questa seconda esperienza nella TNA dovesse andare male, tornerà sui suoi passi rimangiando ciò che ha detto in precedenza per tornare in WWE, ovvero l'unico posto per avere un ritorno di immagine superlativo? Sarà fatica sprecata visto che il processo di abbandono da lei condotto non verrà cancellato dalle menti di chi è nel quartiere generale.
La canadese si è comportata da anti-professionista. Poteva terminare l'avventura con la WWE in grande stile da persona matura. Doveva fare ciò che andava fatto nella famosa battle royal di Raw e continuare a lavorare per l'azienda fino allo scadere del contratto. Invece ha preferito agire di testa propria. Ne ha guadagnato di popolarità facendo parlare di se ma di certo non è stata un azione di cui andare fieri specie per il suo trascorso.

E lei la Miss Banderuola, colei che va dove tira il vento, colei che salta da un carro all'altro. Chissà se nel futuro mi ritroverò nuovamente a parlare delle sue perle di saggezza....
Cara Gail dovresti provare ad indossare una sacco di cartone come quelli che porta Cody Rhodes, te lo meriti.

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Finisce qua il nono numero di Spotlight On Blog.
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Girolamo “The Great One” De Nicolo

14 ottobre 2011

RAW IS WAR!

...Flashback...

 Che Raw sia notevolmente cambiato è sotto gli occhi di tutti ma le caratteristiche attuali dello show sono riconducibili al prodotto che dal 97 in poi fece tanto furore. Il cambio di guardia del capo della baracca ha segnato l'inizio di un nuovo corso prendendo il meglio delle varie ere passate inglobandole in unico sistema.

Ciò che è maggiormente cambiato è l'atteggiamento, molto più immediato nei fatti che nelle parole.
E' stato riportato a galla quel senso di trasgredire le regole, nel venire al dunque senza farsi troppi problemi delle conseguenze mettendo i piedi in testa alle autorità. Una sorta di anarchia in cui ognuno fa quello che crede sia meglio per lui calpestando l'etica e arrivando persino alle mani con il boss. Ribellarsi al potere e andare contro le leggi....una teoria già vista, già sentita, messa in atto parecchi anni fa specie da Stone Cold Steve Austin e la D-Generation X.

Un sostanziale cambiamento lo si è notato nella durezza dei colpi con una dovuta revisione del regime TV-PG. Prima l'utilizzo degli oggetti contundenti veniva consentito solo in particolari situazioni mentre ora colpi di sedie, distruzioni di tavoli, mazze d'acciaio, barricate abbattute e quant'altro si verificano con periodicità.
A questo punto si può parlare di "Ruthless Aggression", quell'aggressività spietata presente in molti wrestler, basti pensare a gli attacchi violenti di The Miz & R-Truh, alla potenza da belva feroce di Mark Henry con caviglie che vanno in frantumi, all'irascibilità di Randy Orton a via dicendo.
Nei tempi addietro era normale assistere ad interviste nel backstage con successivi attacchi alle spalle, ad autentici agguati fino ad esplodere in colpi di scena come macchine che saltano per aria, investimenti e baruffe senza esclusioni di colpi.
Negli ultimi episodi si stanno verificando le medesime cose, con intermezzi tipo libro giallo in cui ci sono indizi sparsi con il pubblico da casa che deve carpire la pista da seguire per risalire al colpevole. Aggiungere un elemento di settimana in settimana invoglia la gente che attende impaziente il lunedì successivo.

Chi di noi non ha mai pensato a chi diavolo sono indirizzati quei continui sms di John Laurinatis? Chi di noi non ha mai pensato al ruolo di Kevin Nash in tutta questa faccenda? Chi di noi non ha mai pensato se dietro al voto di sfiducia di HHH ci sia Vince McMahon intento a riprendersi la sua creatura? E potrei andare avanti all'infinito. La WWE cerca di fornire uno spettacolo sempre pieno di sorprese per spiazzare il fan cercando allo stesso tempo di tenere quanta più gente possibile all'oscuro sul da farsi per evitare la fuga di notizie.

Se ci soffermiamo sullo svolgimento dei ppv dall'era HHH in poi si può evincere come ogni main event sia terminato in maniera inusuale.
A Summerslam c'è stato l'arrivo di Kevin Nash, mossa imprevedibile rispetto a quanto accadde alla Royal Rumble dove poche ore prima dell'evento su internet cominciò a circolare una foto che lo vedeva all'aeroporto della città in cui si sarebbe svolto il ppv. A Night Of Champions nella sfida tra HHH e CM Punk ci furono interventi esterni a non finire mentre ad Hell In A Cell nel post main event accadde l'impensabile (irruzione di The Miz e R-Truth, il roster all'esterno della gabbia e l'arresto dei ribelli).
A tutto ciò vanno aggiunti anche altri episodi che sono accaduti durante il pay-per-view.

Anche la divisione femminile na ha giovato con Natalya e Beth Phoenix che godono nel procurare dolore alle contendenti facendole urlare fino ad arrivare ad un pianto. Anche nei mid carder c'è stata un evoluzione, è così che si spiega l'attacco di Tyson Kidd ai danni della gamba Yoshi Tatsu contro il sostegno. Gli incontri che terminano per squalifica a causa di colpi scorretti, a causa di interventi dal backstage, i no contest, vittorie per conteggio fuori, azzuffate tra due atleti con arbitri e funzionare a dividerli....un caos....una guerra.

Sembra che sia proprio il caso di riportare in vita il nome RAW IS WAR!

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Finisce qua l'ottavo numero di Spotlight On Blog.
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Girolamo “The Great One” De Nicolo

8 ottobre 2011

I RIBELLI

L'alleanza

La storyline principale della WWE vede coinvolti principalmente The Miz & R-Truth che furono i primi due a coalizzarsi contro il nuovo regime indetto da Triple H. Le basi della rivola al COO le hanno gettate loro due dimostrandosi all'altezza del compito.
Assieme stanno lavorando alla grande seppur è da tempo breve che duettano. Tante diversità ma allo stesso tempo simili come l'eguale capacità di intrattenere il pubblico e raccontare una storia una volta impugnato il microfono. Quando parlano sanno come colpire nel segno facendo presa sul pubblico colloquiando con loro anche faccia a faccia.

The Miz è sempre stato un contestatore nato come abbiamo potuto ammirare nel periodo in cui si cominciò ad affacciare nel main eventing. Più volte ha richiesto rematch, inventato scuse per giustificare le sconfitte fino ad arrivare all'inevitabile scontro con il suo rookie Alex Riley.
R-Truth ha effettuato quel salto di qualità una volta passato tra le fila degli heel. Il cambiamento in meglio è avvenuto nell'immediato quando l'ossessione dei "little Jimmy" con il conseguente stato mentale poco equilibrato ha preso piede. Anche l'atleta di colore viene dalla sua personale battaglia contro la federazione dichiarandosi succube di un complotto.
Stando ai fatti, l'abbinamento è quasi avvenuto da se.

Di solito la formazione di un tag team composta da due singoli può essere inquadrato come una toppa per coprire le lacune ma di certo non è questo il caso. Infatti questa alleanza non rappresenta una battuta d'arresto ma bensì una promozione per l'ottimo lavoro svolto fino ad oggi. Essere al centro dell'attenzione, essere il fulcro nevralgico del caos che regna nella federazione è senz'altro un aspetto positivo che rafforza il loro status. La story che vede coinvolti questi due ragazzi calza a pennello per le loro personalità che hanno espresso nel corso del tempo. Non poteva essere fatta scelta migliore per le azioni illegali ai danni dei colleghi, degli arbitri e della troupe televisiva.
Cosa potrà riservare il futuro immediato per The Miz & R-Truth è ancora un punto interrogativo. Di ipotesi se ne possono fare tante. In vista di Survivor Series si potrebbe immaginare ad uno scontro tra team stile omonimo ppv targato 2001. Un team pro HHH e un team pro “nuovo leader”. Un 5vs5 ad eliminazione nell'atmosfera del Madison Square Garden.
Entrambi hanno l'appeal adatto per far parte di una stable stile nWo il cui tanto nome circola da mesi proprio sul sito della WWE.
Ma quando potrà durare questa alleanza?

La realtà li vede assieme ma ovviamente è una fase momentanea. Fase che potrà essere a lungo termine coprendo questo fine 2011 e una parte del 2012 rivelandosi anche come un alternativa valida a gli Air Boom. L'incontro disputato a Night Of Champions e l'aggressione ai danni dei campioni di coppia durante l'ultimo ppv ci fa capire che avranno modo di interagire da qui in poi.
Ma i due sono destinati a tornare in viaggio da soli verso la conquista del titolo mondiale. Una volta separati non sarà un problema rimanere al vertice. The Miz tornerà prima o poi a rivestire il massimo allora. Nel suo primo regno si è ben comportato rivelandosi un ottimo investimento senza fare la figura del campione-lampo come è accaduto per altri.
Mentre per R-Truth potrebbe essere il momento ideale per diventare campione per la prima volta sfruttando appunto la scia della successo attuale. Con John Cena qualche mese fa è stato ampiamente discreto ma ci sono ancora dei margini di miglioramento.

I due stanno compiendo uno stop ulteriore verso la leadership e la figura all'interno del backstage. The Miz non è più quel giovincello fortunato di Tough Enough dalle belle speranza che viene. R-Truth non è più quel ragazzotto di colore dei bassi fondi della società americana che sa solo fare rap e ballare. Assolutamente no.
L'evoluzione è a buon punto e continuando su questo binario si ritaglieranno spazio di primo livello con successo garantito “because you are Awesome! This is the Truth...the all Truth"


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Finisce qua il settimo numero di Spotlight On Blog.
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Girolamo “The Great One” De Nicolo