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| ...Push Push Push... |
Non è facile trovare le parole giuste per inquadrare il momento attuale che sta vivendo Wade Barrett. E' a metà strada, a volte lo vediamo fare un passo in avanti e a volte un passo indietro, senza progressi e senza regressi. Oserei definirlo il jolly perfetto che viene utilizzato dovunque dato che qualsiasi impiego è chiamato ad eseguire lo fa con risultati più che buoni.
All'interno del brand blu non ha mai avuto una collocazione fissa, lo abbiamo visto in alcuni feud, nulla di eclatante ma il britannico ha ugualmente portato a temine il compitino. A differenza di altri, ogni qual volta ci si sintonizza per guardare Smackdown non si ha mai in anticipo la percezione in quale tipo di situazione possa essere coinvolto. Il perché è appunto per il ruolo da mina vagante.
Barrett pare essere affetto dalla sindrome di stable. I fatti parlano chiaro e dicono che al timone di una nave è capace di solcare qualsiasi tipo di mare. Come capobranco è stato eccelso, il senso innato di leadership gli ha permesso di guidare verso il successo il Nexus. Tra gli otto leoni feroci era colui che spiccava più di tutti. La stazza fisica ha fatto la sua parte ma la mic skill e il carisma nono sono di certo due caratteristiche che si possono comprare...
Non ha mai sfigurato quando doveva dare degli ordini. E' stato impeccabile. Non ha mostrato alcuna difficoltà nonostante fosse stato immediatamente proiettato al vertice della federazione sin dall'esordio. Ha dovuto confrontarsi sin da subito con i big negli incontri principali di Raw e dei ppv eppure non ha mostrato segni di debolezza. C'è gente che alla prima occasione ha fallito mentre Barrett ha saputo tenere testa a chi svolge questo lavoro da molti anni prima di lui.
Successivamente si è ripetuto con il Corre replicando quando ti buono aveva fatto vedere antecedentemente.
Come wrestling lottato lo posiziono in classifica tra i primi dieci. La finisher move può essere migliorabile ma per il resto è difficile fare degli appunti. Sfrutta al meglio l'altezza che lo contraddistingue usando bene le leve lunghe. Non ha un parco mosse amplio ma è allo stesso tempo dannatamente solido ed efficace. Sembra quasi un atleta di vecchio stampo alla old school ma modernizzato. Un atteggiamento da duro e da rude. Non spettacolare nell'ammirarlo ma quando è sul ring sai di poter avere qualità e concretezza.
In poche parole una garanzia assoluta.
Tutte queste qualità sono risultate delle carte vincente. Però una volta uscito dal guscio quella brillantezza è venuta meno. Il perché è alquanto misterioso e cercare un colpevole non credo sia la giusta strada da perseguire. Probabilmente si tratta solo di avere pazienza e aspettare il momento giusto. Come ben sappiamo basta un singolo episodio per far scattare quella scintilla.
Quando e semmai ci sarà è per il momento ancora un punto interrogativo.
Ultimamente Barrett sta guadagnando punti in visibilità grazie al web dove armato di una videocamera effettua una specie di serie di mini-interviste domanda/risposta nel backstage dove si diverte a prendere per i fondelli gli altri esaltando se stesso. Farsi conoscere anche per altri aspetti è importante, fa parte del processo di crescita.
Il 2011 sta volgendo al termine, l'anno seguente potrebbe essere il momento della svolta. Wade ha la stoffa giusta e credo che il giorno in cui diventerà World Heavyweight Champion non è poi così lontano. Magari non vincerà la Royal Rumble, non trionferà nell'Elimination Chamber, avrà un ruolo marginale a Wrestlemania eppure basta una valigetta per voltare definitivamente pagina. L'inglese non verrà ricordato nella storia come una meteora, sono sicuro che diventerà una top superstar, sono pronto a scommettere....
Riuscirà a guarire affermandosi anche come singolo senza aver bisogno di trascinare un gruppo al suo fianco.
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Finisce qua il decimo numero di Spotlight On Blog.
Arrivederci alla settimana prossima.
SPOTLIGHT PLEASE!
Girolamo “The Great One” De Nicolo

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